“-Luca, vieni anche tu domani alla festa di Lucia?
-No Riccardo, lo sai benissimo che Lucia mi sta antipatica!
-E dai luchino….. mica siamo in terza elementare, è successo un mese fa!
-E allora? Ti sembra che dovrei andare alla festa di chi mi ha fatto trovare in mutande davanti a Madelaine ?
-PRIMO, non eri in mutande ma in slip, SECONDO, hai sempre sostenuto che non c’era niente tra te e Madelaine… e TERZO, non lo ha fatto a posta.
-Ah si? Non lo ha fatto apposta, secondo te? PER CASO la cintura SI era rotta PROPRIO mentre passava Madelaine , e sempre per caso Lucia stava nascosta e rideva?????
-INSOMMA, VIENI O NO?????????????????????????????
-Uhm….. si, vengo. Ma lo farò a modo mio.” Allora corsi a casa.
Quando spiegai a mia mamma di questa festa, lei fece una smorfia, ma poi acconsentì. L’indomani, IL SABATO 23 MAGGIO ALLE ORE 18:44 ’47 entrai in scena. IL MIO ABBIGLIAMENTO: Pantaloni Jeans con cintura scura, camicia stirata (con sotto una vistosa canottiera), giacca impermeabile e scarpe GEOX, lucidate per l’occasione. Un gel azzurrino sui capelli completava l’abbigliamento petroniano. Forse non facevo RIDERE, ma ero BUFFO. A parte me, erano presenti solo Riccardo Sbarticoli, il mio migliore amico, e Renzo Prizzicate, un tipo bizzarro, vestito sempre in un’orrendo stile PUNK.
“-Ciao Lucia, come và?” Bisogna dire che non ero a mio agio.
“-Bene Luca. Allora alla fine sei venuto?
- Se non fossi venuto, non mi vedresti…”
Dopo qualche minuto, Riccardo squarciò il silenzio con un sonoro ruttone fantozziano, seguito da un “PORCO!” di Lucia. Finalmente, alle 18:52 precise, entrò Fabrizio cantando “La società dei magnaccioni” di Lando Fiorini. Fabrizio è un mio semi-amico. Diciamo che sarebbe mio amico se non mi dovesse dare ancora quei 20€ che gli ho prestato tre anni fa. E’ vero che gli amici non possono odiarsi per i soldi, ma a me quei 20€ sarebbero serviti per comprare un nuovo zaino. Non avendo potuto comprarlo, mi si è rotto e per 2 giorni sono andato a scuola con il rilegatore. Dopo Fabrizio entrarono nell’ordine: Madelaine, una ragazza francese molto simpatica per cui io avevo perso la testa l’anno scorso. Tommaso, un tipo poco raccomandabile che beve birra, fuma e ascolta la musica in classe. Alessia, Giovanna e Bianca, tre amiche inseparabili. Gianni, Pedro e Alessio: i maniaci del calcio. Conoscono TUTTO!!! Sono anche stati nominati arbitri nella finale della coppa della scuola 3°A vs 3°D (la mia classe). E infine Miguel, che, malgrado il nome, è nato in Italia, come i suoi genitori e i suoi nonni. Ma ne entrarono molti altri che non conoscevo, come un certo “Dario Tuscoli”, 19 anni, che mi ha dato un libro cha aveva scritto. Mi ha chiesto se potevo fargliene qualche copia, perché mio padre è editore. Gli dissi che avrei fatto del mio meglio. Alle 19:12 la casa di Lucia era PIENA di gente. Di colpo rividi Madelaine (fin’ora l’ho messo in corsivo, ora credo che avete capito e posso mettere il nome di questa ragazza in stampa normale), bella più che mai, e ne fui incantato. Mi rividi l’anno scorso, in 2° media, mentre gli regalavo un mazzo di fiori. Poi rividi il bacio. Il bacio a Madelaine. Forse avevo preso troppo thé freddo, forse ero intontito dalla musica ROCK METAL a tutto volume, o forse ero semplicemente innamorato. Mi avvicinai e la baciai. Poi non mi ricordo niente. Si, mi ricordo lo schiaffo di Madelaine. Me lo ha dato con molta foga. Allora andai in disparte, e presi la prima bottiglia che vidi. Ne bevetti due o tre bicchieri, non ho neanche fatto caso al gusto. Al quarto bicchiere, diedi un’occhiata alla bottiglia: “Bertier, l’acqua da bere”. Non riuscivo a credere che ero riuscito a bere quattro bicchieri della terribile acqua Bertier, la più gasata del mondo. Io che non sopporto la minima bevanda gassosa. Allora cambiai bottiglia. Ne presi una un po’ più grossa, doveva fare 1,5 L. L’etichetta era strappata; allora presi un bicchiere e ne bevvi due dita. La risputai immediatamente. Doveva essere Vittel, un’acqua aromatizzata alla fragola. Riccardo si avvicinò e mi disse:
-“Allora Luca, ti diverti?
-Insomma…
-Dai, ci sono un sacco di ragazze… anche un perso come Fabrizio potrebbe rimorchiarne una!
-Sono un pessimo seduttore.
-Mai quanto Fabrizio!
-Ora che ci penso, dov’è? Mi aveva promesso di darmi 10 dei 20 € che mi doveva…
-Sta’ seduto sul tavolo accanto a Lucia.
-Vado a ricordargli i suoi doveri” dissi ridendo.
Andai da Fabrizio che mi disse che gli avrebbe domani. Come al solito. Allora andai un po’ in giro per la stanza. Era un grosso salone. La villa era enorme, fuori c’erano due piscine e un parco grandissimo. All’interno, tutte le porte intorno al salone erano chiuse a chiave, tranne quelle per uscire. Mi avvicinai al DJ, tirai fuori un paio di dischi e gli dissi:
-“Toh, metti questi che l’atmosfera si scatena”
Era la farsa più riuscita di tutta la mia vita. Avevo rifilato al DJ l’opera intera dell’ opera “Jusung matirik”, musica popolare nippone. Appena la mise, tutti smisero di ballare. Io mi dileguai dall’uscita laterale. Erano le 23:48.
Lunedì, a scuola, Riccardo venne da me per raccontarmi quello che era successo. A quanto pare, lo stereo si era piantato e si sentiva sempre la stessa frase: “Jopo jopo kuki zick… biri kiz!” Lucia ha dovuto staccare la presa e la festa finì lì. Se ne erano andati tutti. Mi sento un po’ in colpa, ma dopotutto è stata una vendetta ritardataria verso Lucia.
FICO NO?
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